Pagina:Milani - Risposta a Cattaneo, 1841.djvu/247

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A chi sente un resto di ripugnanza, bisogna offrire una scusa, un 9 uscita; sicché pazienza ed arte è P esito certo.

Lì* importante sta in questo che il campo rimanga libero da Brescia a Milano: se questo si ottiene ora, per poco che vi si aggiunga, è moltissimo, perchè il resto ne è un corollario, e la cosa è evidente.

Se P importante, la sospensione dei lavori da Brescia a Milano per la linea di Treviglio 9 si può ottenere ora che molti occhi sono aperti, che le guardie sono vigilanti, tutto il resto verrà da sè.

Quelli che trattano la cosa con convincimento di coscienza e mirando soltanto al bene pubblico ed all’interesse della società, vista la breccia aperta, e non difesa, se ne andranno pei fatti loro, e buon viaggio, chè se non fosse altro, saranno tante parole incomode di meno, ec, ec, ec.

Ma queste sono arti vecchie e così poco ingannevoli, che non ingannano che quelli che vogliono lasciarsi ingannare. Noi tutti dunque non ci degneremo nemmeno di confutarle.

Guarderemo lo scopo a cui si vuol giungere, e contro questo difenderemo P opera con tutte le forze nostre. Se ci facessimo ad intercludere loro uno di questi tortuosi cammini ne studierebbero un altro, studierebbero un altro pretesto di apparenza semi-innocente, verrebbero in campo con un nuovo altro cavillo, e non la si finirebbe più. Dobbiamo dire francamente: -signori, queste sono maschere, quello che volete con tutti questi giri tortuosi, con tutte queste parole, che suonano una cosa per dirne uri* altra, è la nostra linea tra Brescia e Milano \ è siccome quello che volete ridonda a danno pubblico ed a scapito della società che noi tuteliamo, e dobbiamo per mandato, per dovere di coscienza tutelare, noi vi staremo contro finche sarà possibile difendere e salvare questo bene pubblico e questo interesse della società contro il quale voi operate; e siccome per giungere a questo santo fine il mezzo più efficace è di dar opera ai lavori della strada di ferro da Milano a Treviglio, da Treviglio a Bergamo, così vi dichiariamo che per quanto sta in noi, ben lungi dal sospenderli, come ci chiedete, andiamo anzi ad incominciarli subito, e siamo decisi di proseguirli. La Memoria adunque si occupa del fine a cui si mira, e non delle strade che si battono per giungervi, perchè se avessi voluto occuparmi anche di queste, sarebbe divenuta di una lunghezza interminabile, e nel farlo avrei creduto di far torto al buon senso pubblico ed anche a me, perchè il farsi a confutare delle astuzie evidenti è credere che altri vi creda un da poco.

Domando alla Direzione che questa mia Memoria sia al più presto stampata e pubblicata.

Lo domando perchè lo credo utile ali 1 interesse delP impresa che noi tuteliamo, perchè lo esige P onor mio, perchè mi pare che. anche lo esiga V onore della Direzione.

La Direzione mi scelse, fidò in me per la scelta della linea, per la compilazione delP intero progetto. Se persevera in questa fede, deve dimostrarlo pubblicamente \ se me P ha tolta, ho diritto di chiederne un perchè.

Chi opina che la mia linea si abbandoni, non fida nell’utilità di essa. Dire che le circostanze mutarono, è dire una povera scusa per un non giusto mutare di parere. Le circostanze non solo sono quali erano al momento eh’ io scelsi la linea, ma sono migliori.

Sarei indegno della fiducia in me riposta, sarei indegno del libero esercizio delParte mia, se fatto mi fossi alla scelta di una grande linea di comunicazione tra Venezia e Milano, mediante una strada di ferro, senza schierarmi innanzi, senza tenere a calcolo per ogni sua parte tutti i casi contingibili e tutte le concorrenze possibili, e di queste le conseguenze.

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