Pagina:Milani - Risposta a Cattaneo, 1841.djvu/28

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65.° Se tutte le mutazioni che si propongono nella linea avranno luogo, quei poveri ventimila sacchi settimanali di grano saranno condannati, pel giudizio dei cinque della Commissione, a salire 126 metri1sopra Milano per discenderli poscia; e per le poesie del dottore Cattaneo a salire e scendere le alture di Desenzano e di Lonato dopo di avere attraversato, chi sa con qual giro e con quale stento, da Mantova a Desenzano tutti i colli del lago, sicché giugneranno a Milano chi sa quando, e chi sa con quanta spesa, oppure saranno perduti per la strada di ferro.

66.° Qui non si tratta di diletti, si tratta di necessità. Le poesie piacciono un poco anche a me, ma quando non costano nè grossi spropositi di economia pubblica, nè scialacquo di milioni, nè sofferenze all’umanità. Certo che è bello condurre i viaggiatori sulle rive del Benaco, e in vista del Sermione; ma è più bello ancora evitare le carestie e provvedere gli uomini del loro primo alimento al più basso prezzo possibile.

67.° Le considerazioni puramente economiche sono dunque per me, sono tutte per la linea mia, e sono tanto meno per la linea dei colli, quanto più la linea dei colli dalla mia si allontana. A chi non l’avesse intesa, fino ad ora, sarebbe già impossibile farla intendere con fatti più minuti, con argomenti più particolari.

68.° Ma sono per la linea mia anche le considerazioni tecniche, economiche.

Finché la linea di Esenta, Castelvenzago, Peschiera non si fa discendere dall’aria alla terra, sarà sempre impossibile poter pronunciare qualche cosa di concreto e di certo sulla sua brevità in confronto dell’altra per Villafranca, Caferri, Castiglione.

69.° Tuttavia, anche stando sulle generali, si può asserire francamente che quei quindici mila metri di guadagno (paragrafo 59), sui quali si fondarono poi quei giusti calcoli che condussero a quel lungo inventario di felicità (pagina 41), una bella astrazione, un bel sogno.

70.° Quando la linea verrà dall’aria alla terra si troverà che non si può andar diritti diritti saltando da punto a punto, saltando da Esenta a Castelvenzago, da Castelvenzago a Peschiera, e da Peschiera a Verona; ma che conviene allungare il cammino per seguire le vallette, per evitare le grosse masse dei colli. Si allungherà anche per la sagace concatenazione delle linee curve colle rette, pel continuo salire e scendere; sicché se a tutto questo si aggiugneranno poi e il notabile prolungamento che si dovrà dare al braccio di Mantova e le difficoltà che si dovranno vincere per esso onde raggiugnere la linea principale a Sona, o a S. Giorgio, o a Peschiera, o chi sa dove?, si vedrà che la maggior brevità astratta sparirà, tutta o per la maggior parte, passando dalla linea in aria alla linea in terra, passando dalla linea astratta alla concreta.

71.° Quand’anche poi rimanesse un vantaggio dal lato della brevità, non ne rimarrà mai alcuno dal lato della spesa di costruzione, perchè l’economia della minor lunghezza sarà soverchiata dal maggior dispendio occorrente per rinforzar le pendenze, per demolire le alture con tagli, o per sottopassarle con gallerie.

72.° E le maggiori spese di costruzione indurranno anche a maggiori spese di manutenzione, perchè quanto più le opere di una strada di ferro sono artificiali, complicate, difficili, tanto più costano non solo per eseguirle, ma anche per mantenerle.

  1. La soglia della porta di S. Bernardino nel borgo di Bergamo sta sopra la soglia della porta di mezzo del Duomo di Milano Metri 121.699 E la soglia della porta di mezzo del Duomo sta sopra l’origine della strada di ferro a Milano, che, presso Porta Tosa, è a livello della strada di circonvallazione ... 4.096" Somma. Metri 126.695