Pagina:Milani - Risposta a Cattaneo, 1841.djvu/29

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Una strada ordinaria, un argine di terra coperto di cotica si mantiene da sè, ed anzi rende qualche frutto per l’erba: ma non si mantengono da sè le gallerie di muro che sottopassano le colline, nè i profondi escavi, nè i muri che occorrono per sostenere le alte loro scarpe.

73.° Che seppure vi sarà eguaglianza o poca differenza nella lunghezza complessiva del cammino, e nelle spese di costruzione e di manutenzione della strada, rimarrà sempre a carico della linea dei colli la perdita di tempo, e la maggiore spesa di trasporto per le forti pendenze, pel continuo salire e scendere, per le molte curve.

74.° Anche dunque le considerazioni tecnico-economiche stanno per la linea del piano, e quindi l’argomento si rinforza, e la conclusione di andar pel piano si rinfranca, se a queste considerazioni tecnico-economiche si uniscano le altre puramente economiche di cui ho di sopra parlato.

75.° Quando i fatti e gli argomenti, che danno ad una linea la preferenza su di un’altra, sono così numerosi, potenti, evidenti, concordi, il voler discendere per ciò a minuti studii, a minute ricognizioni, a minuti rilievi è voler far gettar tempo e danaro. E danaro non poco, perchè non bisogna credere al dottore Cattaneo quando egli ci viene dicendo, "che una fitta rete di livellazioni, sopra tutto quel triangolo de’ colli del lago, è un lavoro che può compiersi in un mese" (pagina 41 )- È un lavoro che con una sola squadra di ingegneri non sarà nemmeno tracciato in un mese. E se egli ha detto che sarà fatto in un mese, ci ha dato con questo una nuova prova, che, purché condanni gli altri e scriva molto, condanna e scrive anche di quello che non sa.

76.° Sul fatto di questa parte di linea, tra Verona e Brescia, la mia conclusione è sempre la stessa: se in luogo di andar per Villafranca, Caferri e Castiglione delle Stiviere, si andrà attraverso i colli del lago,

si farà un grave danno al pubblico ed alla Società degli azionisti — si perderanno molte delle affluenze attuali, e moltissime delle future — si spenderà lo stessa o di più nella costruzione e nella manutenzione — si avrà un transito più difficile, più lento, più costoso — non si passerà, e lo si noti bene, nè per Peschiera, nè per Desenzano, nè per Lonato — ed in fine non si avrà nemmeno la tanto vagheggiata poetica vista del lago, perchè si sarà lontani da esso, e tra terra, o sotto terra.

77.° Additando la linea continua della strada per Villafranca, Caferri e Castiglione delle Stiviere, non ho nemmen io dimenticato le amene rive del Benaco e le antiche memorie del Sermione.

Anch’io volli anzi trarre profitto da quelle amenità e dal porto di Desenzano, ma in guisa di recar vantaggio e non iscapito all’interesse privato e pubblico.

78.° In mezzo ai colli del lago, tra Desenzano e Castiglione, da nord a sud, s’apre una lunga e stretta valle in cui s’incontrano S. Cipriano, Colombare, S. Martino) ad est e ad ovest è chiusa dalle quasi continue alture di Castelvenzago e di Estenta, a nord la serrano le colline che sovrastano a Desenzano, a sud quelle che stan disopra a Castiglione.

Attraverso questi colli e nel mezzo della valle vi è già un sentiero che conduce da Castiglione a Desenzano. Per quei colli e per quella valle ho studiato e proposto una diramazione di strada di ferro da Castiglione a Desenzano. La valle non offre alcuna difficoltà, e le poche difficoltà da superarsi si presentano nei ripetuti colli di Desenzano e di Castiglione.

79.° È per questa diramazione da Castiglione a Desenzano che il dottore Cattaneo