Pagina:Milani - Risposta a Cattaneo, 1841.djvu/82

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Che la concessione provvisoria per la strada da Milano a Monza non era punto compresa nella concessione provvisoria 25 febbraio 1837, già accordata alla Commissione fondatrice lombardo-veneta — e che tra i due nuovi petenti, nob. de Putzer e Commissione fondatrice. Sua Maestà si era compiaciuta di accordarla a chi l’aveva richiesta per il primo, ossia al signor de Putzer.

Cioè per la terza volta Sua Maestà rifiutò alla società lombardo-veneta il supplicato diritto di priorità sulla diramazione da Milano a Monza, prevenendola, per di più, che l’aveva anzi ad altri accordato.

230.° Ed è su questa domanda della Commissione fondatrice, introdotta quasi per incidenza nella seconda delle sue suppliche — rifiutata per tre volte da Sua Maestà — accordata anzi ad altri, che il dottore Cattaneo ha fabbricato, per la diramazione da Milano a Monza, tutto quel suo bel castello degli ampii diritti di priorità — di proprietà sociale — di parte primitiva della sua impresa, dando così a divedere che per un dottore di diritto del valor suo

domandare ed avere tre negative, e veder anzi ad altri concesso ciò che si domanda, vale lo stesso che domandare ed ottenere due risposte affermative, una per la priorità, l’altra per la proprietà.

231.° Del resto, questa accusa pel solo braccio di Monza è una prova luminosa non solo della cautela che egli pone nell’accusare, ma anche della grande moderazione che egli pone nell’accusare, perchè con quei principii di diritto e di logica, che egli ha in capo e«r sua sventura, e per noia altrui, avrebbe potuto accusarmi anche di aver fatto perdere alla società le diramazioni di Mantova, Cremona, Treviso, Bassano, Pavia, e quasi tutto il Regno lombardo-veneto, perchè anche quelle cinque diramazioni e quasi tutto il Regno lombardo-veneto si comprendono nelle due domande d’investitura della Commissione fondatrice.

232.° Questo dottore Cattaneo è quello stesso dottore, che, come rammentai altrove (paragrafo 172), ha seguito passo passo l’impresa, ne conosce i più intimi andamenti, ha fatto diligente annotazione di tutto; quello stesso che si pone tra i di lei fedeli e solleciti consiglieri, tra gli studiosi che le prodigarono più cure e più servigi, che non quelli stessi, ai quali ella versava precoce riccolto di ricchezze (pagina 4 della Rivista); quello stesso che, dolente e lamentevole perchè, in causa della mia ignoranza e del modo inconsiderato con cui io ordinai e diressi l’ufficio tecnico, il paese sia sembrato povero di quei lumi dei quali tanto abbonda (pagina 42), mosso dalla carità della patria, corse al riparo con questa sua famosa Rivista.

233.° Nè per conoscere che sarebbe stato utilissimo alla società lombardo-veneta il poter ottenere, oltre la linea principale da Venezia a Milano, anche la diramazione da Milano a Monza, occorreva che la dottrina del dottore Cattaneo ci rammentasse,

che il braccio di Monza, essendo tra la capitale e la popolosa Brianza non era poi cosa da spregiarsi (pagina 51).

234.° La Commissione fondatrice lo chiese nelle prime sue suppliche, lo richiese nel maggio 1837, si oppose alla domanda del signor Putzer subito che per la comunicazione del rescritto Sovrano 25 febbraio 1837 fu in grado di poterlo fare.

Ed io stesso, appena ritornato in Italia, appena instruito delle cose dell’impresa, scrissi spontaneamente il 7 agosto 1837, col mio N. 16, alle due Commissioni fondatrici:

«Non doversi perder tempo, doversi rinnovare il ricorso a Sua Maestà contro la domanda del signor Putzer, e sostenerlo con fervore».

Al che tutte e due le Commissioni mi risposero convenire, e farebbero tosto. (Allegati RR’, SS’.)