Pagina:Mirtilla.djvu/118

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Q U I N T O. 54

Quando per accoppiarle in Matrimonio
L’infiamma di Pastor leggiadro, e bello;
Anzi ch’ella ne gode, conoscendo,
Che se d’honesto, e maritale Amore
Fosser prive le Ninfe, ella sarebbe
Priva di servitute: e nulla è Regno
Senz’haver serve, come à lei siam noi.
Ura.Rallegromi d’udir novella tale,
Poi che questo bel fonte,
Se non havrà quel ben, ch’io gli desio,
Almen non fia da lei per odio guasto.
E noi lieti, e sicuri goderemo
Vita lieta, e felice;
Ma vieni homai a la capanna mia,
Anzi a la tua, dove vedrai d’intorno
Il tuo bel nome scritto, e la mia doglia,
Et anco vedrai diverse cose,
Ch’io fabricai per te, quando sprezzandomi
Nulla accettar volesti, & hora voglio,
Che con la bella man le pigli, & anco
Che con lo schietto dito tu cancelli
Quelle meste parole, che già furo
Del mio grave dolor segno verace:
E che in vece di quelle, tu vi scriva
Queste brevi parole.
Uranio fù de gl’altri il più infelice,
Et hor, la mia mercede, è il più felice.
Ard.Farò quello, che vuoi; andiamo homai.
Ura.Andiamo Idolo mio.




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