Pagina:Mirtilla.djvu/126

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Q U I N T O. 58

Sì cara à te (se ’l ver tra noi rimbomba)
Con puro affetto, e pio
Qui ti consacro anch’io.
Tir.Questo sanguigno fiore
Che languendo si muore
E del tuo bello Adon l’imago asconde
Prendi trà queste fronde,
O vaga Citherea,
Più bella assai d’ogni celeste Dea.
Mir.Questo candido, e schietto
Velo, benigna Diva,
Da cui sempre deriva
Ogni gioia, e diletto
A te dono, per segno di mia fede
Candido sì ch’ogni candore eccede.
Cor.Questi vaghi fioretti
Ch’in un pratello adorno
La bella Nisa mia di sua man colse
A lo spuntar del giorno
Et à me dar li volse,
Riverente consacro
Al tuo bel simulacro,
Gor.Ancora, ch’io non habbia per costume
D’offerire al tuo Nume
Nondimeno pur voglio
Lieto, si come soglio
Donarti alcuna cosa
Non già mortella, o rosa
O d’altri vaghi fiori,