Pagina:Mirtilla.djvu/31

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A T T O

M’apportan segno di futuro male;
E vivendo in tal morte, ecco le stelle
Veggio sparire ad una ad una, e sola
Restar nel Cielo l’amorosa stella;
Laqual, mentre da me tardi si parte,
Humilmente prego, ch’al mio male
Qualche termine ponga, se non ch’io
Diverrò di me stessa acerba Parca.
E mentre così parlo, ella se ’n fugge,
Sprezzando i preghi miei; in tanto sorge
Dal Mar la vaga Aurora,
Cinta di rose il rugiadoso crine,
E quando il Ciel di più bei fior dipinge,
E più le cose allegra,
Tanto al mio tristo core
La fiera doglia accresce;
Perche mi par, che quanto
Hà di dolore il mondo
Tutto in quest’alma misera s’annidi,
Così le notti, e così i giorni interi
Consumo in doglia, e in pianto
Già le fronzute selve,
E ’l garrir de gli augelli,
Il mormorar de’ fonti,
E ’l dolce susurrar de i lievi venti
Tra il verde crin de i Mirti, e de gli Allori,
E ’l grato odore, e caro
Del fiorito terreno
N’apportavano al cor somma dolcezza,


Ov'hor