Pagina:Mirtilla.djvu/45

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A T T O

Caramente la tenne infra le braccia.
Dunque non ti dar vanto
Di resistere a lui, che i più superbi,
E dispietati cori ha vinti, e domi;
Ma tu non vedi, Ardelia, ecco il mio Sole.
Ard.Che parli tu di Sole?
Mir.Di quel Pastor, ch’è Sole a gli occhi miei.
Chiaro Sol, che mi sface,
Che scende da quel colle;
Il vedi ancor Ardelia?
Ard.                                        Il veggio certo.
Mir.Quell’è il mio Sol.
Ard.                              Che vogliam far?
Mir.                                                            Io voglio,
Che ti nascondi dopo quella Quercia,
Se brami di servirmi, & io porrommi
Dietro a quest’Olmo.
Ard.                                        E poi?
Mir.                                                  Stammi ad udire,
Tu vedi, che ver noi ratto ne viene;
Vò dunque, che noi stiamo ascose, e quete,
Fin ch’egli arrivi, e, s’egli parla, voglio,
Che lo stiamo ad udire;
Tu non ti palesare,
Fin, ch’io non mi discopro; s’egli poscia
Verrà per ragionarti, come suole,
Fingi sprezzarlo.
Ard.                              Dico, che da vero
Lo sprezzarò, perche lo sprezzai sempre,
Come fiero nemico del mio bene;
Ma tu, perche vuoi questo?
Mir.                                                Perch’io spero.
Che la tua crudeltade, e la mia fede


Gli