Pagina:Mirtilla.djvu/69

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A T T O

Per l’onde Stigia, che per l’avvenire,
Non sol non voglio amar piu Ninfa alcuna;
Ma tutte haverle in odio: e disprezzare
Quel trafurello Amor, che m’hà condotto
Con mio grave dolor, come tu vedi.
Ma slegami ti prego
Cortese Agricoltore, che le braccia
Mi dolgon sì, che poco più ne spasimo.
Gor.Vedi, che Gorgo è qui venuto a tempo?
Io ti scioglio le braccia, e così prego
Il Ciel, che ti disciolga da i legami
Di quel tristo fanciul, dal qual deriva,
Quant’hà di tristo il mondo.
Sat.Creder ben puoi, ch’io non vorrò piu mai
Seguir colui, che ’l mondo chiama Amore.
Poi che ’l suo dolce, altro non è che amaro.
Gor.Et io di nuovo à me medesmo giuro,
Di non voler giamai altro seguire,
Che di Bacco, e di Cerere i piaceri.
Sat.Fuggiam, fuggiamo Amore,
E la sua madre ancora,
Poi ch’essi d’ogni mal son la radice.
Gor.Seguiam, seguiam Lieo,
E Cerere, e Pomona:
Poi che per loro in festa, in gioco, e in canto,
Ogn’uno vive, si rallegra, e gode.
Sat.Andiam, ch’io vò donarti in ricompensa,
De l’havermi slegato,
Una gran pelle d’Orso, che l’altr’hieri


Mi