Pagina:Mirtilla.djvu/68

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T E R Z O. 30

Obligo havermi, poi ch’io m’affatico
Di mantenermi lungamente in vita,
Co’l mangiare, e co’l bere, e questi amanti,
Se sono amati, si consuman dietro
Alle lor Ninfe, nel servirle sempre;
O, se non sono amati, per dolore
Si dan la morte, onde nemici sono
Di loro stessi, e di Natura ancora;
Che lor non diè la vita, perche quella
Togliessero a se stessi in vari modi.
Ma poi che più giudicio hò io di loro,
Lieto me ’n vado à la capanna mia,
Per empir questo Zaino di vivande,
E questo vaso de liquor di Bacco;
Liquor suave, per cui sempre il core
Giubila, e lieto vive, il sangue brilla,
Gli occhi si rasserenano, le guance
Stan colorite, e si raddopian tutte
Le forze al corpo humano, hor dunque segue
Amor, chi vuole, che per me vò Cerere
Seguire, e Bacco, e i dolci frutti loro.
Sat.Cortese Agricoltor, se mai tempesta
Non guasti i tuoi bei campi, onde tu possa
Raccorne a i tempi la bramata messe,
Concedi à me dolente Semidio
Qualche pietosa a[ì]ta.
Gor.                                            O poverello,
Qual tuo sì grave fallo
T’hà quì condotto?
Sat.                                    Dispietato Amore,
E falsità di Ninfa: onde ti giuro


E   2      Per