Pagina:Mirtilla.djvu/72

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T E R Z O. 32

Tocco da lui con sì maestra mano,
Hor voglia il Ciel, che quando haveremo noi
Co’l suo suono accordato il nostro canto,
Egli accordi le nostre
Amorose contese.
Mir.Egli ci ha quì inviate, e non può molto
Tardare: eccolo appunto.



SCENA QUINTA.

Opico Pastore, Filli, e Mirtilla Ninfe.


Opi.IL Ciel vi salvi, gratiosa, e degna
Coppia, la cui beltade
Adorna queste selve, e questa etade,
Come le stelle il Ciel, le piagge i fiori.
Fill.Opico, il ben venuto.
Mir.Se troppo più tardavi,
Aspra trà noi nascea nuova contesa.
Opi.Perdonatemi Ninfe, che Selvaggio
Sì lungamente m’hà tenuto a bada:
Hor tra voi mi ponete
Amorosette Ninfe.
Fill.                                   Eccoti posto
Opi.Così ringiovenisco, ò belle Ninfe,
Quanto invidio colui, per cui languite:
S’io fussi al par di lui giovine, e bello,
Vorrei prima morire,
Che mai farvi languire:
Ma tempo è, che s’adempia
Quanto habbiam, stabilito.


E   4      Hor