Pagina:Mirtilla.djvu/88

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Q U A R T O. 40

Saper sanar la greggia,
Quando la pruina
Gli vien scabbia, ò podagra,
E saperla dal fascino guardare?
E saper con la Falce
Troncar de’ verdi prati
L’erboso frutto; ò da gli amati campi
Sveller l’inutil felce, e la gramigna,
E l’infelice l’oglio, ch’à le bionde
Spighe tanto è nocivo; quando poi
Tagliarsi den con più minuta falce?
Deh dimmi, Tirsi, non è gran contento
Saper appieno il corso de le stelle,
De’ Pianeti la forza, e perche il Sole
Si corchi in grembo à Theti;
Perche vari la Luna:
Perche la terra spesso
S’interponga tra ’l Sole, e la sorella:
Perche sien brevi, e perche lunghi i giorni,
All’hor che ’l sol si scosta, ò s’avvicina;
Perche dal terzo Ciel dolcezza piova;
Perche il pigro Saturno di veleno
Sia pieno, e Marte di superbia, e d’ira.
Perche Giove benigno: e perche l’Anno
Habbia tante Stagioni, e così varie?
E finalmente non è gran contento
Saper investigar gli alti segreti
Di Natura, e del Cielo? e non sia cosa,
Che si nasconda a l’intelletto nostro?


F   4      Tir.