Pagina:Monete e medaglie degli Spinola.djvu/113

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Il secondo ha nel dritto il bragone che tiene sul fianco la man destra, e col sinistra stringe quattro saette. La leggenda è da un lato concordia . par . e dall’altro res . crescv . La testa ed i piedi del cavaliere dividono a mezzo l’iscrizione, e nel campo ov’è la figura, propriamente all’altezza delle ginocchia, rilevasi il numero 16-06 così diviso in due dalla figura stessa. Nel rovescio è l’aquila bicipite che tiene l’arma d’Austria col tosone. L’aquila è sormontata dalla corona imperiale, ed ha intorno l’iscrizione svb . vmbra . alarvm . tvarvm .

Il terzo presenta nel diritto il bragone colla spada impugnata a destra, e quattro dardi stretti nella sinistra; testa e piedi sporgenti al solito dal campo, e confusi coll’epigrafe concordia . par . res . crescv . Il rovescio è affatto uguale e per la forma e per l’iscrizione a quello della moneta da me descritta al num. V, cioè stemma imperiale e virtvte caesarea dvce.

N. X. Il ducato, ongaro o zecchino, ch’è al num. 3 della stessa tavola III è impresso a pag. 58 dell’Ordonnance già citata. Ha nel diritto lo stemma dell’impero, e l’iscrizione virtvte caesarea dvce * Al rovescio l’immagine della S. Vergine che tiene tra le braccia il divino figliuolo. Lo contornia l’epigrafe mo. no. av. agvs spi. co. pal. ma tutte le lettere sono rovesciate e confuse. Notabile è la mancanza di proporzione tra la figura della Madonna e quella del figlio, ch’è quasi maggiore della prima, ed ai loro piedi è il numero 16141 che indica l’anno del conio. Esso è ad imitazione del ducato vecchio di Savoia ch’è riportato a pag. 39 della stessa Ordon-

  1. Il 4 è quasi illeggibile.