Pagina:Monete e medaglie degli Spinola.djvu/93

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» citati in Arquata ed in Tassarolo come inopportuna e pericolosa. Mi permetta V. S. non dipartirmi dalle intenzioni del mio genitore, e rimettere ad altri tempi queste prove che vorrei darle dei sentimenti di stima e singolare considerazione, coi quali mi protesto di V. S.

Obb.mo Dev.mo Servitore
MASSIMILIANO SPINOLA DI AGOSTINO.


Ma il Viani non era pago di questa gentile risposta, e sino alla morte non dimenticava l’importante zecca di Tassarolo. Altre parti faceva presso la Famiglia, e nel 1813 si giovava specialmente della signora Marchesa Laura Negroni Lomellino, colla quale era legato in amicizia, onde ottenere miglior risultato. Ma per quanto essa bramasse di secondarlo, a nulla riusciva, ed il 10 aprile di quell’anno era obbligata ad inviarle la lettera seguente:

Stimatissimo signor Giorgio,

Appena ricevuta la stimata sua del 1.° stante, ho colto con un piacere estremo questa occasione, lusingandomi di poterle dare in questo momento una prova della mia amicizia, e del desiderio che ho di poterlo servire in qualche occorrenza. Atteso il mio incomodo degli occhi, non ho potuto portarmi in persona dal signor Agostino Spinola mio speciale amico, e perciò ho dovuto incaricare il mio Scritturale ad interpellare quello del sig. Agostino per avere le cognizioni ch’Ella desidera, e che io sicuramente Le procuravo con sommo piacere.

Per risparmiare una lunga lettera, e per provarle, che