Pagina:Monete e medaglie degli Spinola.djvu/94

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da canto mio non ho trascurato punto di servirla, le acchiudo la lettera, ossia un viglietto confidenziale, che d’ordine del signor Agostino Spinola il di lui Scritturale scrive al mio. (Non lo trascrivo, perché nulla di più aggiunge). Da questo rileverà V. S., che attesa la trascuratezza con cui si sono tenute le memorie da lei richieste, e che anzi non se ne sono punto tenute, non è possibile di fornire a V. S. alcuna cognizione. Da canto mio io nulla ho trascurato, e le assicuro, che ho provato il maggiore dispiacere in non poterla servire a norma del suo e mio desiderio ecc.

Dev.ma Obb.ma Serva ed Amica
LAURA NEGRONI LOMELLINO.


Né dee pensarsi, che questi fossero mendicati pretesti, che io posso rendere testimonianza che, malgrado tutte le cure e le ricerche di recente fatte dai signori fratelli Marchesi Cristoforo, Massimiliano, e Bendinelli Spinola per trovare nei loro Archivi qualche documento, che a questo lavoro recasse lume, nulla rinvennero. Ed io stesso fattomi ad esaminare nell’Archivio dei Notai le scritte di quelli, che per tutto il secolo XVII rogarono gli atti della Famiglia, non ebbi a trovare contratto, non memoria, né atto alcuno, che spettasse alla zecca di Tassarolo, per quanto molti n’esistano ad altre materie pertinenti.

E nei lavori numismatici dei secoli scorsi raro è che veggansi ricordate le monete di Tassarolo, e se pur taluna n’è descritta, però senz’alcuno schiarimento.

Il Cardinale Carlo Vittorio Ferrero Della Marmora nelle sue Memorie inedite delle zecche di Masserano, Creva-