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Pagina:Monsignor Celestino Cavedoni.djvu/48

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ministre que cet honneur vous a été conféré, mais par la seule et personnelle initiative de l’Empereur, bon appréciateur des mérites éminents et du profond savoir. C’est le plus illustre numismate de l’Europe qu’il a tenu à honneur lui-même de distinguer... » Notizie intorno alla vita etc. pag. 272.

(39) Talora il Cavedoni, nel corso de’ suoi ragionamenti col Principe, deplorava la mancanza d’opere importanti e dispendiose, che la Biblioteca, per la tenuità degli assegni, non poteva acquistare. Partiva il Principe, e qualche tempo dopo si vedeva giungere per le poste l’opera desiderata, il che bastava senz’altro per farlo avvertito che un augusto donatore aveva voluto procacciargli quella sorpresa.

(40) Gravi dolori amareggiarono gli ultimi anni della sua vita, perchè anche a lui venne applicata la Legge 23 luglio 1862 relativa al cumulo degli impieghi, e dovè subire la perdita della Cattedra. Allorché fu promulgata quella legge, egli era Professore d’Ermeneutica Biblica e lingua Ebraica, Presidente della Facoltà Teologica e Bibliotecario. Per adempierne esattamente le prescrizioni, e conoscere con precisione come doveva diportarsi, spedì al Ministero col mezzo del Prefetto un ragguaglio de’ suoi incarichi ed emolumenti. Dopo del quale il Ministero gli dichiarò che a suo credere poteva conservare la Cattedra e la Biblioteca, ove avesse rinunciato alla Presidenza, per la quale fruiva il modico assegno di 600 lire annue; e quell’autorevole interpretazione della legge gli valse dapprima per conservare i due uffici di Professore e Bibiliotecario. Ma alla fine d’Ottobre dell’anno medesimo quando stava per riscuotere l’emolumento di Professore, sentì dirsi che il suo nome e titolo erano stati esclusi dai mandati riguardanti i Cattedratici della nostra Università. Posto nella necessità d’indagare i motivi di quell’inaspettata determinazione, fece conoscere di essere in piena regola coll’interpretazione data alla legge dallo stesso Ministero, e gli fu fatta ragione. Quindi fino dai primi giorni del 1863 di nuovo ei si trovava sul suo scanno di Professore Universitario, di nuovo a favor suo fu posto in corso l’emolumento. Ma la letizia d’aver ricuperato una Cattedra a lui caramente diletta, doveva essere passeggiera, come lampo di luce che guizza e scompare. Non erano per anche scorsi