Pagina:Moro - Le lettere di Aldo Moro dalla prigionia alla storia, Mura, Roma 2013.djvu/117

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Cossiga stima. Dunque, non una, ma più volte, furono liberati con meccanismi vari palestinesi detenuti ed anche


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condannati, allo scopo di stornare gravi rappresaglie che sarebbero pos state poste in essere, se fosse continuata la detenzione. La minaccia era seria, credibile, anche se meno pienamente apprestata che nel caso nostro. Lo stato di necessità è in entrambi evidente. Uguale il vantaggio dei liberati, ovviamente trasferiti in Paesi Terzi. Ma su tutto questo fenomeno politico vorrei intrattenermi con te, che sei l’unico cui si possa parlare a dovuto livello. Che Iddio lo renda possibile.
Naturalmente comprendo tutte le difficoltà. Ma qui occorrono non sotterfugi, ma atti di coraggio. Dopo un po’ l’opinione pubblica capisce, pur che sia guidata. In realtà qui l’ostacolo è l'intransigenza del partito comunista che sembra una garanzia. Credo sarebbe prudente guardare più a fondo le cose, tenuto conto del più duttile atteggiamento socialista cui fino a due mesi fa andavano le nostre simpatie. Forse i comunisti vogliono restare soli a difendere l’autorità dello Stato o vogliono di più. Ma la D.C. non ci può stare. Perché nel nostro impasto (chiamalo come vuoi) c’è una irriducibile umanità e pietà. Una scelta a favore della durezza comunista contro l’umanitarismo comunista1 socialista sarebbe contro natura. Importante è convincere Andreotti che non sta seguendo la strada vincente. È probabile che si costituisca un blocco di oppositori intransigenti. Conviene trattare.
Grazie e affettuosamente


Aldo Moro

  1. Cancellato per sovrapposizione.