Pagina:Moro - Le lettere di Aldo Moro dalla prigionia alla storia, Mura, Roma 2013.djvu/116

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[foglio 1 verso]


ti ragioni che sono insite nell'ordinamento giuridico e nella coscienza sociale del Paese. Del resto è chiaro che ai prigionieri politici dell’altra parte viene assegnato un soggiorno obbligato in Stato Terzo.
Ecco, la tua obiettiva ed informata testimonianza, data ampiamente e con la massima urgenza, dovrebbe togliere alla soluzione prospettata quel certo carattere di anomalia che taluno tende ad attribuire ad essa. È un intermezzo di guerra o guerriglia che sia, da valutare nel suo significato. Lascio alla tua prudenza di stabilire quali altri protagonisti evocare. Vorrei che comunque Giovannoni fosse su piazza. Ma è importante è che tu sia lì, non a fare circolo, ma a parlare serenamente secondo verità. Tra l’altro ricordi quando l’allarme ci giunse in Belgio? Grazie per quanto dirai e farai secondo verità. La famiglia ed io, in tanta parte, dipendiamo da te, dalla tua onestà e pacatezza.
Affettuosamente


Aldo Moro


14 Al presidente del gruppo parlamentare della Dc Flaminio Piccoli1


Fogli: 1 recto/verso.
Recapitata il 28-29 aprile e databile a partire dal pomeriggio del 23 aprile. Nella lettera all'allieva Maria Luisa Familiari del 23 aprile non è citata questa lettera, ma un’altra missiva indirizzata a Piccoli, mai recapitata e nota come dattiloscritto e come fotocopia2.


[foglio 1 recto]


On. Flaminio Piccoli
Presidente Gruppo D.C.
occorrendo puoi parlare anche di me


Caro Piccoli,


non ti dico tutte le cose che vorrei per brevità e per l’intenso dialogo tra noi che dura da anni. Ho fiducia nella tua saggezza e nel tuo realismo, unica antitesi ad un predominio oggi, se non bilanciato, pericoloso. So che non ti farai complice di un’operazione che, oltre tutto, distruggerebbe la D.C. Non mi dilungo, perché so che tu capisci queste cose. Aggiungo qualche osservazione per il dibattito interno che spero abbia giuste proporzioni e sia da te responsabilmente guidato. La prima osservazione da fare è che si tratta di una cosa che si ripete come si ripetono nella vita gli stati di necessità. Se n’è parlato meno di ora, ma abbastanza, perché si sappia come sono andate le cose. E tu, che sai tutto, ne sei certo informato. Ma, per tua tranquillità e per diffondere in giro tranquillità, senza fare ora almeno dichiarazioni ufficiali, puoi chiamarti subito Pennacchini che sa tutto (nei dettagli più di me) ed è persona delicata e precisa. Poi c’è Miceli e, se è in Italia (e sarebbe bene da ogni punto di vista farlo venire) il Col. Giovannoni, che

  1. Ibid. n. 58, pp. 103-107.
  2. Per l’altra lettera a Flaminio Piccoli, Ibid., n. 48, pp. 86-87.