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È, questa, un’iniziativa del tutto speciale, che il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Direzione generale per gli Archivi e l’Archivio di Stato di Roma sono assai lieti di presentare1. Nell’ambito della celebrazione del “Giorno della memoria per le vittime del terrorismo e delle stragi”, che ricorrerà il 9 maggio, si apre un ciclo di incontri e convegni, con cui si intende offrire un ’ulteriore occasione, solenne ma anche — se mi si consente l’espressione — affettuosa, per riesaminare e approfondire il pensiero e l’eredità politica e intellettuale di Aldo Moro.

I relatori che interverranno fra breve illustreranno in modo compiuto e dettagliato il significato e il programma di queste quattro giornate, che gravitano intorno all’esposizione del prezioso nucleo delle lettere scritte dallo statista democristiano nel corso della prigionia subita a seguito del rapimento, avvenuto il 16 marzo 1978.

Le lettere sono state studiate con acume e restaurate con perizia, come mostra anche il bel volume Conservare la memoria per coltivare la speranza, realizzato a cura di Maria Cristina Misiti, direttore dell’Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario (Icpal). Esse davvero sono un «bene culturale»: ha ragione a definirle così Michele Di Sivo2, che tante energie ha destinato al progetto di tutela e restauro. Tuttavia, come altri fragili quanto importanti documenti della nostra storia, lontana o a noi prossima, rischiano di veder disperdere, con loro, i messaggi che veicolano e le testimonianze — sovente toccanti e intime — che racchiudono.

Per tale motivo merita vivissimo apprezzamento la positiva collaborazione instaurata dal nostro Ministero, nelle sue molteplici articolazioni, con gli archivi di istituzioni centrali per la nostra Repubblica, quali Tribunali, Corti di Assise, Questure, e con lo stesso Ministero dell’Interno, al fine di permettere il recupero e la salvaguardia di materiali che non di rado aiutano a elaborare una sempre migliore comprensione della nostra identità e della realtà prodotta dalla storia e dalle vicende pubbliche del Paese.

Trentaquattro anni fa l’assassinio di Aldo Moro, che seguiva di poche settimane quello dei componenti della sua scorta (i cui nomi è giusto ricordare: Raffaele Iozzino, Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Giulio Rivera, Francesco Zizzi), ha dolorosamente impresso una svolta a una fase turbolenta e problematica della vita repubblicana. Una fase di cui lo stesso Moro, nel suo fa-

  1. Intervento tenuto dal ministro per i Beni e le Attività Culturali, Lorenzo Ornaghi, alla conferenza di presentazione delle giornate «Siate indipendenti. Non guardate al domani, ma al dopo domani». Le lettere di Aldo Moro dalla prigionia alla storia (Archivio di Stato di Roma, 8-18 maggio 2012).
  2. M. Di Sivo, Le lettere di Aldo Moro. L’insostenibile fragilità della memoria, in Conservare la memoria per coltivare la speranza. Le ultime lettere di Aldo Moro, a cura di M.C. Misiti, Roma, Gangemi editore, 2012, pp. 29-36 (Icpal, Quaderni 3).