Pagina:Mossi - Breve descrizione dell'aquisto di Terra Santa, 1601.djvu/11

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

Di Terra Santa. 3

[versione diplomatica]


Piccardo, della Citta d'Amienſe andò in habito di Mendico à viſitare il Sacro Sāto Sepolcro di Criſto, [Benedetto Accolti nel primo libro dice che fu nel 1094.]con tutti i luoghi ſanti della Giudea, & ritrouandoli dà quelli ſcelerati Barbari profanati, a quali in cābio di celebrarui li criſtiani diuini vffitij, vi eſercitauano li peſsimi, & beſtiali riti Maomettani, & quelli poueri criſtiani ch'habitauano in quel paeſe, erono dà loro tenuti in gran miſeria, & intollerabile ſeruitù, & la fede criſtiana rimaneua eſtinta in quel luogo: onde ella hebbe origine. la onde eſſo di queſte calamità hebbe ſi gran compaſsione, che acceſo di honorato Zelo ſi propoſe di liberare dalla ſeruitù de Barbari quel sātiſsimo paeſe. Ma in quello che egli andaua tal coſa diſcuſſando, conobbe, che ſi ricercauano forze di potente Imperatore, & non di Romito Onde come coſa impoſsibile cominciò à torſela dal penſiero. Scriue il Sabelico, & l'Accolti, che in quello che egli dormiua, gli apparue vna Statua maggior del naturale gli diſſe: Pietro ſegui l'impreſa, che tu hai incominciata, altrimenti tu farai mal' fine, & Pietro riſpondēdo gli diſſe. Chi ſete Voi, che mi fate queſto comandamēto. Et ei gli diſſe.. Io ſono Giesù, che non t'abbandonerò. Imperò fatti di buon animo. Pietro riſuegliandoſi andò à trouare Simeone Patriarca di Gieruſalem; al quale hauendo conferito il caſo, dopo hauere lungamente diſcorſo, concluſono di mandare al Papa per aiuto, & poi che eſsi hebbono cotal' fatto ſtabilito: il Patriarca per muouerlo à quello, gli ſcriſſe lettere, le quali conteneuano i profanamenti de tempi, & l'atroci agonie, che à tutte l'hore, i noſtri ſop-


[versione critica]


Piccardo, della Citta d'Amiense andò in habito di Mendico à visitare il Sacro Santo Sepolcro di Cristo, [Benedetto Accolti nel primo libro dice che fu nel 1094.]con tutti i luoghi santi della Giudea, et ritrouandoli dà quelli scelerati Barbari profanati, a quali in cambio di celebrarvi li cristiani divini uffitij, vi esercitavano li pessimi, et bestiali riti Maomettani, et quelli poveri cristiani ch'habitavano in quel paese, erono dà loro tenuti in gran miseria, et intollerabile seruitù, et la fede cristiana rimaneva estinta in quel luogo: onde ella hebbe origine. la onde esso di queste calamità hebbe si gran compassione, che acceso di honorato Zelo si propose di liberare dalla seruitù de Barbari quel santissimo paese. Ma in quello che egli andava tal cosa discussando, conobbe, che si ricercavano forze di potente Imperatore, et non di Romito Onde come cosa impossibile cominciò à torsela dal penſiero. Scrive il Sabelico, et l'Accolti, che in quello che egli dormiva, gli apparve una Statua maggior del naturale gli disse: Pietro segui l'impresa, che tu hai incominciata, altrimenti tu farai mal' fine, et Pietro rispondendo gli disse. Chi sete Voi, che mi fate questo comandamento. Et ei gli disse.. Io sono Giesù, che non t'abbandonerò. Imperò fatti di buon animo. Pietro risvegliandosi andò à trouare Simeone Patriarca di Gierusalem; al quale havendo conferito il caso, dopo hauere lungamente discorso, conclusono di mandare al Papa per aiuto, et poi che essi hebbono cotal' fatto stabilito: il Patriarca per muouerlo à quello, gli scrisse lettere, le quali contenevano i profanamenti de tempi, et l'atroci agonie, che à tutte l'hore, i nostri sop-


A 2 porta-