Pagina:Mozzoni - Del voto politico delle donne, Venezia, Visentini, 1877.djvu/15

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La natura ha visto prima di voi il bisogno di equilibrio, di distribuzione, di differenza e di equivalenza ed ha provvisto a tutto. Soltanto essa non ha opinato con voi sulla opportunità che, moralmente parlando, gli elementi attivi ed espansivi siano sempre da una parte e gli elementi negativi e passivi siano sempre dall’altra – Essa non è imbarazzata che la donna sia talora più intelligente, più volontaria e più pratica dell’uomo, e che l’attività interna della famiglia sia determinata dall’una anzichè dall’altro. – Questo non le porterà nessun disturbo, i fini complessi ch’essa si propone saranno sempre raggiunti – e la paura ch’essa non ha dell’attività morale, intellettuale e materiale della donna, perchè l’avrete voi? Qual maggior diritto di lei avete per aver paura? Avreste sopra di noi delle vedute diverse dalle sue?

Maometto che destinava le donne all’harem in questo mondo e non dava loro nessuna speranza per l’altro, non poteva immaginare nulla di meglio per le donne che farne dono completo agli uomini, chiudendo ben bene le loro menti alla più lontana nozione di diritto alla libera espansione. Ma voi che fate appello alla nostra missione naturale, onde persuaderci a starcene zitte, sapreste voi dirci per qual ragione la natura ha posto in noi queste facoltà espansive, o sapreste persuaderci che ha fatto una contraddizione ed una assurdità? Sareste da tanto da provarci che la donna si snatura quando impiega la sua attività con lo scopo ragionevole d’ogni attività, l’utile, e dimostrarcelo non già con della lirica e dei fervorini, ma col senso pratico e comune?

Non sarebbe dunque la legge più conseguente all’indirizzo generale del pensiero moderno, se, smettendo la vecchia mania delle presunzioni e degli a priori, non decretasse più le capacità e le incapacità, ma facesse grazia di supporre la razionalità a tutti i cittadini, uomini e donne, fino a prova in