Pagina:Mozzoni - Del voto politico delle donne, Venezia, Visentini, 1877.djvu/33

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Codice ha segnato un gran progresso e che non si poteva fare di più? Non vedete che la morale cristiana, che molti di voi chiamano incadaverita e mummificata, vi precede ancora di secoli?

Però volete voi smagare la influenza clericale? riconosceteci elettrici. Non avete tempo, non avete gusto ad occuparvi di noi, fatene a meno. Dateci il voto, e basta. Alla domane del decreto che ci accorda il voto si trova come per incanto che voi tutti fate gran caso della nostra intelligenza politica, e ne siete così persuasi che venite a dimostrarci di esser tutti migliori gli uni degli altri.

Per incanto le mozioni in favor della donna scendono dalla montagna parlamentare e si diffondono nella pianura, invadono la destra ed il centro. Ieri si rideva, oggi si discute, domani si voterà. La mozione strana, comica, intempestiva, piovuta ieri come un bolide non si sa donde, nè perchè, ha superato rapidamente tutti i gradi numerici della minoranza ed ha raggiunto la maggioranza e la fusione degli interessi delle elettrici con quelli dei deputati, avrà finalmente guarito il corpo legislativo da una forma morbosa di buon umore, che minaccia di farsi organica a discapito di quella riverenza che deve ispirare anche alle elettrici.

La donna si affezionerà consapevolmente ad un ordine di cose che fornisce un obiettivo alla sua intelligenza e guarentisce i suoi interessi, e l’influenza clericale verrà soffocata per le ragioni medesime che l’hanno creata nel passato.

Restami ora a dire un’ultima parola intorno all’inopportunità di questa innovazione ed è questa, non lo dissimulo, la parte più incresciosa, del mio discorso, poichè se discutendo le altre obiezioni ho dovuto rivolgermi alle diverse gradazioni dei partiti nazionali pei quali è più o meno discutibile il principio medesimo, per combattere questa mi è d’uopo guardare