Pagina:Mozzoni - Del voto politico delle donne, Venezia, Visentini, 1877.djvu/36

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finalmente all’opportunità di concedere quel che gli sfugge e la democrazia abbia capito la necessità della logica.

Non posso finire senza rendere un sentito omaggio alla scuola sociale di G. Mazzini, che informata ai principî di una morale giovine e purissima, tende a redimere la crescente generazione dal macchiavellismo, e ferma ai principî accoglie la donna, e non accetta al suo dritto limitazione nessuna, ed egual gratitudine professo a molti uomini che affigliati a partiti che non riconoscono in principio il dritto della donna, pure per senso d’equità, per animo nobile e generoso, vorrebbero le sue condizioni migliorate, nè meno grata mi dichiaro alla Società democratica, i cui membri, se non tutti per avventura accettano le mie idee, pure guardando con simpatia ad ogni sforzo che mira al progresso sociale, ha aperto volonterosa le sue porte alla mia tesi.

Ma l’omaggio più cordiale di gratitudine porgo al nobilissimo Cairoli che prese in seno alla Commissione per la Riforma elettorale l’iniziativa per la ricognizione del voto politico alla donna; che se il suo progetto non ebbe successo, non minore vuol essere l’ammirazione e la compiacenza dell’animo pel nobile atto, perchè quando una causa è alla vigilia del suo trionfo, le menti più anguste ed i caratteri più incerti le si proclamano ed improvvisano profeti ed apostoli, non così quando la lotta si prevede ancora lunga e la gloria del successo lontana.

Ed ora, signore mie, converrete con me che sarebbe stato più che ozioso, l’invitarvi ad udire com’io la pensi sopra un argomento, nel quale, quand’anche le mie opinioni non fossero note poco premerebbe conoscerle. Si è oggi più che mai ristucchi di parole che non concludono a fatti.

Epperò io non farò il torto alla vostra intelligenza di inventare una perorazione per decidervi ad apporre i vostri nomi