Pagina:Muehlon - Dal diario d'un tedesco, Milano, 1918.djvu/12

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tedesco potesse di nuovo fare delle “sciocchezze„. La stampa estera volle ingiustamente dedurre dal contegno di quel giornale la contrarietà dei grandi industriali alla guerra, ma bentosto dovette constatare che anche esso fece adesione alle idee comuni quando vide che la teoria spesso propugnata del rapido e violento assalto teutonico veniva dal Governo ora più che mai adottata. La stampa del centro era anche assolutamente per l’appoggio incondizionato a Vienna, se non altro perchè la duplice monarchia mantiene in tutti i suoi popoli il pensiero cattolico.

Solo la stampa democratico sociale era furiosa contro l’Austria, e diceva che neppure una goccia di sangue tedesco doveva scorrere per questa causa, che la pace universale doveva essere mantenuta dal proletariato eventualmente anche colla violenza. Ma anche i capi dei socialisti rinunciarono ad ogni opposizione, appoggiarono completamente il Governo, quando videro che tutto il loro seguito non voleva far discussioni nè appartarsi, ma voleva lasciar libero il Governo di agire con tutto il popolo dietro a sè, perchè l’insucesso condannasse definitivamente il Governo, o la riuscita portasse nuova vita, riconoscenza e progresso alle masse tedesche. I milioni di operai socialisti non vollero in quest’occasione separarsi dal popolo, al quale appartenevano, e che volevano sempre più attrarre a sè. Il popolo doveva condurre e sostenere la guerra, quindi si doveva assisterlo, non danneggiarlo e combatterlo rifiutando obbedienza al Governo. I socialisti improvvisamente ne ebbero abbastanza della discordia. Essi vollero andare con tutto il popolo, legarsi ad esso più strettamente, per poi raggiungere più facilmente con esso i loro fini. Certo non fecero ciò per amore del Governo.

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Diffamazione dei nemici da parte della Germania.

4 agosto.

È probabile che in simili occasioni in tutti i paesi si proceda più o meno sventatamente e si attribuiscano al nemico i più inverosimili e i più orribili delitti. Ma io mi propongo di mettere innanzi agli occhi a me stesso ed ai miei compatriotti le loro proprie colpe e debolezze, non quelle del nemico. Non dobbiamo