Pagina:Muehlon - Dal diario d'un tedesco, Milano, 1918.djvu/28

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potuto fare, mi pare che la Germania e l’Austria avrebbero rinunciato al loro contegno bellicoso.

Il Libro Azzurro mette in una luce abbastanza curiosa alcuni dei nostri diplomatici. 11 segretario di Stato agli Esteri di Berlino dichiara all’ambasciatore inglese, che il Governo serbo non avrebbe potuto inghiottire alcune delle pretese austriache, che egli non aveva conosciuto la Nota, che questa lasciava molto a desiderare. Al contrario l’ambasciatore tedesco a Vienna dice al suo collega inglese, che egli sottoscrive ogni parola della Nota; si afferma anche che ne conoscesse il testo prima dell’invio e lo telegrafasse all’imperatore. L’ambasciatore tedesco a Pietroburgo affermò sempre al suo governo, che la Russia non avrebbe mai fatto la guerra.

Molti punti del Libro Azzurro attestano della volontà leale del Belgio di conservare e difendere contro chiunque la sua neutralità. Ne risulta pure, che tanto la Francia che l’Inghilterra erano ben lontane dal violare la neutralità del Belgio. L’Inghilterra non solo esigeva dal Belgio la resistenza contro ogni violazione della neutralità, ma prometteva pure il suo appoggio.

Anche chi non lo sapesse prima può vedere dal Libro Azzurro, che fu la Germania a scatenare la guerra, perchè non solo rispose alla mobilitazione russa colla propria, ma intimò la smobilitazione russa in un termine brevissimo e senza indugio entrò in guerra. Se la mobilitazione tedesca non avesse significato guerra immediata, se la Germania avesse lasciato al mondo un po’ di tempo per riflettere, tutto avrebbe potuto aggiustarsi con un briciolo di buona volontà. Si vede dal Libro Azzurro che, nello stesso momento in cui la Germania saltava alla gola ai vicini colle sue dichiarazioni di guerra, Vienna e Pietroburgo erano in sostanza d’accordo; grazie alla mediazione di Lord Grey, Pietroburgo ammetteva infine che l’Austria si prendesse una soddisfazione in Serbia, purché restassero intatte l’integrità e la sovranità della Serbia. Basta leggere la dichiarazione dell’ambasciatore russo a Vienna del 1° agosto. Non già fu invincibile la tensione fra Russia e Austria, ma quella tra Germania e Russia, indipendentemente dagli interessi dell’Austria, provocò il flagello.

È interessante anche rilevare dal Libro Azzurro, che l’Inghilterra non fece obiezioni per la violazione della neutralità del Lussemburgo ma si riferì, a quanto pare, ad un principio di non intervento che risale al 1867.