Pagina:Mussolini - Il mio diario di guerra, 1923.djvu/216

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206 benito mussolini


19 Gennaio.


Ripasso l’Isonzo. Emozione. Grande fiume ceruleo. Sulle vie del Tevere è nata l’Italia, sulle vie dell Isonzo è rinata. Pieris. Ancora popolata di donne e bambini. Nella piazzetta c’è una statua rappresentante una donna in piedi con un libro in mano. La leggenda dice: All’Imperatrice Elisabetta. Il popolo di Pieris. Il paese è intatto. Soltanto qua e là, nei muri delle case abbandonate, i occhio di una granata. Nel cortile del nostro accantonamento alcuni soldati di sanità hanno impiantato una scuola, frequentata da un centinaio tra maschi e femmine. Domando a una bambina:

— Che cosa hai imparato oggi a scuola?

— Niente.

— Vuoi un poco di pagnotta?

— Màgnatela. — Radi borghesi.

20 Gennaio.


Incontro con Guido Podrecca. A Ronchi per gli alloggiamenti. Lungo la strada, poco prima di Ronchi, c'è una tomba, che reca sulla croce: «Soldato sconosciuto». Vento freddo. Sole.

21 Gennaio.


Bora di Trieste. Freddo. Giornata insignificante, che tempo di un «morale» pessimo. Parlottano