Pagina:Myricae.djvu/150

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126 myricae

     nell’organo, tre sole,
     in un istante effuse,
     tre come tre parole
     12ch’ella ha sepolte, in pace.

Da un ermo santuario
     che sa di morto incenso
     nelle grandi arche vuote,
     di tra un silenzio immenso
     mandi le tue tre note,
     18spirito solitario.




X


Stoppia



Dov’è, campo, il brusìo della maretta
quando rabbrividivi ai libeccioli?
Ti resta qualche fior d’erba cornetta,
4i fioralisi, i rosolacci soli.

E nel silenzio del mattino azzurro
6cercano in vano il solito sussurro;

mentre nell’aia, là, del contadino
8trébbiano nel silenzio del mattino.

Dov’è, campo, il tuo mare ampio e tranquillo,
10col tenue vel di reste, ai pleniluni?