Pagina:Myricae.djvu/152

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128 myricae


Su tutte le lucide vette
tremava un sospiro di vento:
squassavano le cavallette
finissimi sistri d’argento
(tintinni a invisibili porte
che forse non s’aprono più?...);
e c’era quel pianto di morte...
24chiù...




XII


Temporale



Un bubbolìo lontano...

Rosseggia l’orizzonte,
come affocato, a mare:
nero di pece, a monte,
5stracci di nubi chiare:
tra il nero un casolare:
un’ala di gabbiano.




XIII


Dopo l’acquazzone



Passò strosciando e sibilando il nero
nembo: or la chiesa squilla; il tetto, rosso,
luccica; un fresco odor dal cimitero
                                        4viene, di bosso.