Pagina:Myricae.djvu/171

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dolcezze 147

Fa un incanto nella mente:
carne è fatto, ecco, l’un pane.
Tra il gracchiare delle rane
8sciala il mago sapïente.

Sorge e beve alle due fonti:
chiara beve acqua nell’una,
11ma nell’altra un dolce vino.

Giace e guarda: sopra i monti
sparge il lume della luna;
getta l’arti al ciel turchino,
                                        15baldacchino

di mirabile lavoro,
17ch’ei trapunta a stelle d’oro.




IV


Mare



M’affaccio alla finestra, e vedo il mare:
vanno le stelle, tremolano l’onde.
Vedo stelle passare, onde passare;
4un guizzo chiama, un palpito risponde.

Ecco, sospira l’acqua, alita il vento:
sul mare è apparso un bel ponte d’argento.

Ponte gettato sui laghi sereni,
8per chi dunque sei fatto e dove meni?