Pagina:Myricae.djvu/26

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2 il giorno dei morti


e crisantemi. A ogni croce roggia
pende come abbracciata una ghirlanda
15donde gocciano lagrime di pioggia.

Sibila tra la festa lagrimosa
una folata, e tutto agita e sbanda.
18Sazio ogni morto di memorie, posa.

Non i miei morti. Stretti tutti insieme,
insieme tutta la famiglia morta,
21sotto il cipresso fumido che geme,

stretti così come altre sere al foco
(urtava, come un povero, alla porta
24il tramontano con brontolìo roco)

piangono. La pupilla umida e pia
ricerca gli altri visi a uno a uno
27e forma un’altra lagrima per via.

Piangono, e quando un grido ch’esce stretto
in un sospiro, mormora, Nessuno!...
30cupo rompe un singulto lor dal petto.

Levano bianche mani a bianchi volti,
non altri, udendo il pianto disusato,
33sollevi il capo attonito ed ascolti.

Posa ogni morto; e nel suo sonno culla
qualche figlio de’ figli, ancor non nato.
36Nessuno! i morti miei gemono: nulla!