Pagina:Myricae.djvu/28

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4 il giorno dei morti

Nessuno! — Dice; e si rinnova il pianto,
e scroscia l’acqua: un impeto di vento
63squassa il cipresso e corre il camposanto.

— O figli — geme il padre in mezzo al nero
fischiar dell’acqua — o figli che non sento
66più da tanti anni! un altro cimitero

forse v’accolse, e forse voi chiamate
la vostra mamma, nudi abbrividendo
69sotto le nere sibilanti acquate.

E voi le braccia dall’asil lontano
a me tendete, siccome io le tendo,
72figli, a voi, disperatamente invano.

O figli, figli! vi vedessi io mai!
io vorrei dirvi che in quel solo istante
75per un’intera eternità v’amai.

In quel minuto avanti che morissi,
portai la mano al capo sanguinante,
78e tutti, o figli miei, vi benedissi.

Io gettai un grido in quel minuto, e poi
mi pianse il cuore: come pianse e pianse!
81e quel grido e quel pianto era per voi.

Oh! le parole mute ed infinite
che dissi! con qual mai strappo si franse
84la vita viva delle vostre vite.