Pagina:Narrazione, e disegno della terra di Prato di Toscana.djvu/31

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DI TOSCANA. 27

ò più, e largo dodici, lastricato, con sponde, e muricciuoli di pietre concie, e scarpellate, che fanno bellissima prospettiva, che ogni sera, quando è buon tempo; ma più i giorni festivi, che quelli del lavoro, e più la state, che l’invernata, che v’è fresco, e ’l vedere grandissimo, e bello, vi si fa gran radunata d huomini al cicaleccio, quasi, come si fa a Firenze al ponte a S. Trinità su l’Arno, e vi si passa per andare a Firenze; e a villaggi della Valle, la quale tiene abbondante di tutte quelle cose, che ponno produrre le Montagne, e Valli fertili, e si và a Sant’Anna Convento de’ Frati, sotto l’Ordine di S. Agostino, e alli Frati Capuccini, sotto l’Ordine Francescano, e al Palco, Convento di Frati Zoccolanti di detto Ordine, gite comode di devozione, e piacevolissime, e molto frequentate giornalmente da ognuno, e di tutti i tempi, dove poco di là dal Palco fu la strada maestra, che và a Bologna è una Chiesa, che vien detta S. Procolo, e una Fonte, detta Fonte Procola, che secondo si legge nel Martirologio antico della Prepositurale Chiesa di Prato, passando di là S. Procolo Cittadino Bolognese, e anco, secondo, che racconta F. Leandro Alberti nella sua Italia c. 334 valoroso Cavaliero Vescovo, e martire, Imperando Gostantino, laureato del martirio, salì al Cielo l’anno 519. e ’l Corpo fu sepolto in Bologna nella Chiesa, che prima si diceva S. Sisto,


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