Pagina:Naufraghi in porto.djvu/239

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Tacquero un momento. II pescatore piegò il viso verso l’acqua, fissando in fondo al ruscello i ciottoli bianchi come uova; e Costantino guardò con indifferenza davanti a sè. Di là dal ruscello la brezza curvava le alte erbe dorate della pianura; lunghi steli d’avena tremavano sullo sfondo azzurro come in un velo d’acqua. Zio Isidoro credette giunto il momento di spiegare a Costantino perchè molti volevano che egli lasciasse il paese.

— Giovanna non ama il marito: tu e lei potreste rivedervi...

— E se ci rivediamo?

— Niente!... Potreste, ecco tutto...

— Ecco niente! — gridò Costantino, e la sua voce risonò forte nel silenzio dalla riva. — Io disprezzo quella donna immonda. Io non la voglio... Io potrei ammazzarla o farla mettere in carcere assieme col suo drudo idiota; ma li disprezzo tanto che non me ne curo.

— Tu non la vuoi! Ed intanto ti aggiri intorno alla sua casa come la mosca intorno al miele.

— Ah, voi sapete questo? — disse Costantino colpito. — Non è vero... ebbene, si, è vero. Io mi aggiro intorno alla sua casa. Che cosa vi importa?

— Niente. Tu devi andartene.

— Io me ne andrò. Vi sono di peso?

— Costantino! Costantino! — disse il vecchio con voce accorata.

Costantino strappò un ciuffo di giunchi, lo