Pagina:Neera - Duello d'anime, Milano, Treves, 1911.djvu/141

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 129 —

colla foga propria dei timidi, quando per una ragione o per l’altra riescono a gettar via il morso che li paralizza.

— Così, così! Ed io amo Cònsolo perchè fu lui che mi innalzò alla vita del pensiero, lui il mio maestro nel significato più ampio e più nobile che dovrebbe sempre avere questo vocabolo troppo bistrattato. Io ho creduto in lui quando le forze stavano per abbandonarmi, e se dovessi perdere la fede in Cònsolo non crederei più a nulla in questo mondo.

Minna ascoltava ansimando lievemente, con un orgoglio intimo ed una intima ebbrezza cui solo tradiva la luce degli occhi.

- E però, prima ancora di conoscere Filippo, è questo che volevo dirle, una fanciulla sorrise benevolmente alla mia triste adolescenza. Non un’amante, no, nemmeno un’amica. Era una fanciulla maggiore di me, venuta a passare qualche tempo nella stessa famiglia dove abitavo io, in provincia. Una fanciulla diversa dalle solite, molto seria, molto riservata, infelice forse; non ho mai saputo bene chi fosse. Io ero allora un ragazzo scontroso e selvatico; non par-