Pagina:Neera - Il libro di mio figlio.djvu/63

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il libro di mio figlio 55


Ammettiamo astrattamente di avere dei difetti; ma, alla resa dei conti, non ci ritroviamo che difetti graziosi, simpatici, provenienti dall’eccesso stesso delle nostre buone qualità.

Ah! povera schiettezza, quando si tratta di noi, quando bisogna discendere nel nostro interno risolutamente, e ghermire il nostro io nel momento della colpa, e smascherarlo, e batterlo, e gridargli: «Sei vile!»

Eppure, figlio mio, bisogna fare così.


Il nosce te ipsum scritto sulla porta del tempio greco è pur sempre la base d’ogni educazione, come è la base della giustizia, della moralità, della salute.

In verità lo studio di noi stessi è molto più necessario di tante altre cose, per le quali vi sono cattedre e maestri patentati.

La fonte della sapienza è in noi. L’uomo è il principio di tutto.