Pagina:Neera - Il romanzo della fortuna.djvu/168

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hai mai visto? Io lo incontro tutte le mattine. Dicono che è un anarchico; per questo gli ho fatto la testa in forma di bomba.

Chiarina ascoltava ridendo le spiegazioni di Giovanni, a cui i pensieri del negozio non toglievano il buon umore e che provava costantemente il bisogno di fare qualche cosa di nuovo nei momenti d’ozio, fossero pure gabbiette o caricature.

Un po’ prima delle dieci si coricavano. A quell’ora anche la portinaia spegneva il lume sulle scale e sbarrava la porta con un gran rimbombo di catenacci. Era la proclamazione della notte.

I rumori della casa tacevano allora. Il grande alveare sembrava ripiegarsi su sè stesso. Nel cortile deserto la luna batteva sui blocchi di granito, penetrava nella cavità suggestiva delle Arche mortuarie di dove erano fuggiti i cadaveri millenari, lambiva il fusto delle croci con bagliori argentini; e fuori, nell’area polverosa, il fabbricato in costruzione appariva gigantesco colle sue linee taglienti, colla sforacchiatura delle finestre penetrate a parte a parte dalla luna che vi creava giuochi di luce fantastici come dentro le occhiaie di uno spettro.