Pagina:Neera - Il romanzo della fortuna.djvu/244

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un po’ figlio suo quel fratello ch’ella aveva guidato fin dai primi anni, nel quale si estrinsecavano tutte le virtù della sua razza? Quel Giovanni buono, sano, intelligente, vigoroso, non era il frutto migliore lasciato dai suoi genitori, l’albero forte che avrebbe continuato a ramificare anche quando ella fosse scomparsa?

— Bacherozzolo, bacherozzolo — le diceva egli ridendo vedendola sempre intenta alle umili cure della casa — quando filerai seta per te?

Ma ella la filava tutti i giorni la sua seta migliore, quella che le tesseva intorno la sottile rete d’affetti chle la facevano vivere. Vicine, lontane, al di là dell’esistenza, molte erano le persone che Chiarina amava, e poichè dell’amore aveva scelta l’essenza più pura non era per lei l’amarezza del disinganno. Ella era ben certa di poter dare, dare sempre, e tanto bastava alla sua felicità.

Anche al dolce pensiero cullato in segreto Chiarina non chiedeva nulla per sè, ma il suo amore al pari della fiamma pur bruciando solitario la rischiarava e nella sua luce ella procedeva dritta a testa alta senza esitazioni. Pensava: Nessuno lo avrebbe saputo mai. Questa era la sua forza.