Pagina:Neera - L'amuleto.djvu/80

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

l'amuleto 75


scolare. Li vidi entrare nel boschetto delle acacie, dove sedettero sopra una panchina; entrai io pure e presi posto accanto a mio figlio.

Era una serata meravigliosa, come ne abbiamo nei nostri paesi certo a compenso dell’eccessivo calore dei giorni estivi. Sentire la natura, sentire la vita era in quel momento una tale delizia che nessuno di noi provava il bisogno di parlare. Nella dolcezza incombente sembrava fondersi a poco a poco anche la gravità di mio cugino. Egli ascoltava tranquillo il fremito misterioso che in mezzo agli alberi innalzavasi dal mondo invisibile degli insetti e dei piccoli uccelli e poichè Alessio fece l’atto di gettare dei sassi in un cespuglio gli disse:

— Sta cheto, disturbi la toeletta notturna delle farfalle.

Alessio — non compiva ancora sette anni — rise molto all’idea di quella toeletta; forse si immaginava di vedere le farfalle col lungo camicione