Pagina:Neera - La Regaldina, Madella, 1914.djvu/160

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— Bisogno, bisogno, sicuro! Di tutto ho bisogno. Di denaro ho bisogno.

— Ohimè.

— Non ne hai nemmeno tu, lo so. Tutti spendono e nessuno ne ha. Ma non sapresti tirar fuori qualche cosa... qualche cosa da vendere, qui?

Si rizzò sul gomito guardandosi attorno.

Nò occorse che Daria gli rispondesse. Lo stipo antico, la sola cosa bella e rara che fosse rimasta in casa, era già stato venduto. Al suo posto la bambola della Leno aveva trovato un lettuccio provvisorio sul guancialino dei conigli, e Quattrina diventata vecchia e pigra russava lì accanto.

Rodolfo si fermò a guardare quel posto e quella bambola; scosse il capo, tornò a grattarsi, sbuffò e ricadde pesantemente sul divano.

Daria incominciò ad apparecchiare la tavola, in apparenza tranquilla, ma con uno struggimento che le rodeva il cuore. Ad ogni tratto le lagrime le facevano groppo ed ella le cacciava giù, come un boccone amaro che è duopo ingollare per forza. La sua famiglia le si sfasciava sotto gli occhi, andava a rotoli; ogni pena era stata inutile, ogni sacrificio sprecato.

Si fermò un momento davanti al ritratto del maggiore dei Regaldi — l’onore della famiglia