Pagina:Neera - La Regaldina, Madella, 1914.djvu/191

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prese fra una folla di banchi, di sacchi e di panieri che (essendo quello giorno di mercato) i contadini dei prossimi cascinali accorrevano a schierare lungo le vie adiancenti alla piazza.

— Guarda, ci sono già le fragole.

— Oh! l'annata promette di essere buona.

Un pensiero allegro spianò la fronte delle donne.

Qualcuna si accostò per sentire il prezzo delle fragole; qualche altra si lasciò attirare da una mostra di fazzoletti rossi, di cotone, lucidi come seta.

— E un fazzoletto di lutto, non lo avete? — domandò, con voce piagnolosa la servetta dei Regaldi, facendosi largo in mezzo alla gente.

— Un fazzoletto per voi, bella ragazza? Eccolo qui; tutto nero sparso di crocelline bianche.

— Oh!... le croci... E’ troppo triste.

— Prendete allora questo che ha i cuori (soggiunse il mercante, sorridente maliziosamente). Vi sarà di buon augurio.

Anche la servetta non potè fare a meno di sorridere, mettendosi il gomito sugli occhi — e comperò il fazzoletto, lesinando un poco sul prezzo, che non le pareva vero di dover spendere ottanta centesimi; ma tanto lo fece per amore della sua povera padrona.

Laggiù, nel salotto bigio dei Regaldi, Daria si