Pagina:Neera - La Regaldina, Madella, 1914.djvu/20

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ficio, e ti ringrazio; ma non posso accettare l’anello, se tu non mi assicuri che nulla ti lega a quella giovanetta...

— Nulla, credilo; è lei che... ma tali cose non le posso ripetere a te. Mia cara Daria, tu sei un angelo!

— Vedi, ho rimorso; temo di calunniare quella giovinetta, eppure sento in me qualche cosa, che mi mette in guardia contro le sue arti. Ho il presentimento, ch’ella debba riuscire fatale alla nostra famiglia. Fin dal primo giorno, che la casa bianca venne affittata, fin dal primo giorno ch’io vidi Matilde, per una quantità di piccole cose, che ora non potrei spiegare, e per lei, per i suoi occhi cattivi, per il suo sorriso falso, capii che m’avrebbe fatto del male. E quando mi accorsi, che quella fanciulla senza cuore voleva rubarti, rubar te, l’onore e la speranza della nostra povera famiglia, oh! allora desiderai di poterti amare con tutte le forze dell’anima per strapparti a lei. Capisci?...

— E però non m’ami!... — disse il giovine malinconicamente.

— Ti farebbe proprio piacere che io ti amassi? Proprio?

Per tutta risposta il giovine le baciò la mano, lontano dall’anello, sull’estremità delle dita. El-