Pagina:Neera - La Regaldina, Madella, 1914.djvu/46

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ia e cambiato il suo cuore ardente in un sepolcro di fredde ceneri.

Morto all'amore e all’ambizione della gloria, egli non vedeva oramai che uno scopo nella vita — il dovere. Ai dolci sogni non poteva credere più perchè il più dolce fra essi era svanito, e nessuna voce di donna avrebbe mai accarezzato il suo orecchio nei fidi colloqui della sera; non avrebbe più sentito quella fronte appoggiarsi sulla sua spalla, e non più, non più quei cari occhi amorosi avrebbero scrutato in silenzio i suoi segreti pensieri. Chi poteva amarlo? Povero, senza attrattive, gracile, serio, malinconico, riservato, quale fanciulla gli avrebbe dato il suo cuore? — il suo cuore egli lo seppelliva sotto il lenzuolo funebre che avvolgeva la madre.

Questa idea si impossessò di lui così vivamente, che cadde in ginocchio e nascose la faccia nel medesimo guanciale dove riposava la morta.

Forse pianse; forse, in quel supremo amplesso di due esseri che si erano tanto amati, colui che sopravviveva raccolse un sospiro ancora. Certamente si rialzò più fermo, più sicuro. Fece qualche passo verso la finestra e spinse lo sguardo nell’umida oscurità della notte.

Pioveva sempre; non si distingueva, nè il borgo, nè la reggia, che pur era vicinissima, ma al