Pagina:Neera - La Regaldina, Madella, 1914.djvu/53

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Rodolfo dichiarò che quel giovine smilzo gli era sommamente antipatico. La Tatta pareva indecisa, ma come massima generale, disse che le persone fredde non le piacevano. Daria pensava.

Però, tutte le volte che Ippolito veniva a prendere sua sorella, una specie di malessere si diffondeva nel salotto; restavano tutti imbarazzati, e Ippolito confuso del proprio insuccesso si faceva ancora più taciturno.

Qualche volta, sull’ora del tramonto, le donne andavano a fare una passeggiata, a capo scoperto, col grembiule davanti, e, secondo l’uso del paese, mettendo in tasca un piccolo velo, da gettare sui capelli quando entravano nella loro chiesuola favorita.

Era questa una specie d’oratorio nascosto fra i castagni del gran viale del Santuario, nel quale si entrava per una porticina verde, bassa, semplice come la porta di una casetta rustica. E rustica era la chiesa, quadrata, col soffitto a travicelli, circondata per due lati da altarini affondati nelle loro nicchie. Di fronte alla porta un arco si apriva in una seconda chiesa, dove c’era l’altare maggiore cinto da una balaustra di legno dipinta in color turchino, colla cornice dell’altare barocca,