Pagina:Neera - La Regaldina, Madella, 1914.djvu/96

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Regaldina, conduceva attraverso prati e frutteti al giardino della casa bianca. Daria piegò da quella parte per sfuggire alla sorveglianza della servetta, che andava e veniva nella corte; il giovine fece con lei alcuni passi sul sentiero coperto di brina.

— Certamente — continuò la fanciulla — Rodolfo è ancora troppo giovine e per la sua condizione e più ancora per la sua scioperatezza non è in grado di accasarsi così presto.

Tacere era impossibile. Ippolito, con uno schianto, che gli strozzava la voce in gola, interruppe:

— E’ necessario.

Daria si fermò guardandolo co’ suoi begli occhi innocenti, colpita dall’inflessione mestissima di quelle parole e, sentendo rinascere a un tratto tutta la delicatezza femminile, arrossì nel medesimo istante che comprese.

Ed egli pure arrossì davanti a quella donna per la quale aveva nel suo petto consacrato un culto di purissimo amore, e stettero tutti e due muti, confusi, curvati sotto la vergogna di una colpa, che non era la loro.

Al di là della Regaldina, sulla strada fiancheggiata dagli alberi, che novembre sfrondava, un uomo ed una donna venendo dal mercato carichi di provviste, adocchiarono la giovane coppia, e