Pagina:Neera - La sottana del Diavolo, Milano, Treves, 1912.djvu/107

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gli occhiali 101


ruppe vivacemente la signora, — non soffrite più quei terribili mali alla testa?

— No. Da quando mi sono ritirato in campagna la mia salute si è rinnovata.

— Vivete in campagna adesso? Così si spiega perchè non ci siamo incontrati più.

— Veramente vengo spesso in città, ma piccole corse, scappate come questa per comperare gli occhiali.

La signora si morse le labbra con un sospiro doloroso.

— Io so a che cosa pensate, — continuò lui. — Volete che ve lo dica? Pensate al tempo in cui la mia vista, era così buona che in piena notte scrivevo versi d’amore per gettarli nella vostra fines....

— Anche la mia vista si è indebolita assai. Ho durato fatica a servirmi delle lenti, non potevo abituarmi. Fu l’oculista che me le impose. Che fare? Convenne rassegnarsi.

— Piccole miserie del resto quando gli occhi si conservano belli.

La signora abbassò i suoi, non sapendo come prendere il complimento che quantunque indiretto era stato accompagnato da una mimica troppo espressiva per non appropriarselo. Del resto ella sapeva perfettamente che i suoi occhi erano ancora belli e che tutta