Pagina:Neera - La sottana del Diavolo, Milano, Treves, 1912.djvu/110

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104 gli occhiali


— Vi ricordate il duello che aveste a proposito di Sbarbaro? Quanto ho tremato per voi!....

— Grazie, cara. Sarebbe stata una morte ben sciocca. Ho cambiato radicalmente di opinione.

— Eravate così bollente allora, così pronto ad accendervi, a lottare per le vostre idee....

— Non lotto più; lascio che ognuno pensi a suo modo o non pensi affatto. Purchè non vengano a gettar sassi nel mio pollaio ed a rovinarmi l’erba novellina del mio prato, piena libertà a tutti di fare o di disfare il mondo.

— Non è un po’ di egoismo questo?

— Tutto è egoismo negli uomini. Quando agivo diversamente non era forse per obbedire al mio gusto d’allora? Il mio egoismo aveva un altro colore, ecco tutto. Ma, ditemi la verità, avete proprio tremato per me quando dovevo battermi?...

La domanda inaspettata ricondusse una leggera fiamma sulle guancie della signora che ne parve ringiovanita. Rispose subito:

— Ne dubitate?

— Tremato veramente? tremato per il timore di perdermi?...

— Per che cosa dunque?