Pagina:Neera - La sottana del Diavolo, Milano, Treves, 1912.djvu/143

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l'uomo dei palloni 137


aveva messi in tasca a sua insaputa? E perchè poi a sua insaputa? Non era più semplice consegnarglieli in mano? Anzi, perchè non glieli avevano consegnati in mano? Trattavasi di un benefizio? Di una scommessa? Di un parente segreto? Di un terno al lotto?... E perchè non di una stregoneria? A questo pensiero della stregoneria il pover’uomo si metteva a girare e rigirare i misteriosi biglietti aspettandosi da un momento all’altro di vederli a pigliar fuoco; senonchè quelli, perfettamente immobili sui suoi ginocchi, conservavano un aspetto così tranquillo di gente onesta che va per i fatti suoi, che egli doveva pur convincersi dell’autenticità loro, per quanto potesse sembrare inverosimile.

— Infine, — concluse dopo un lungo almanaccare, — che ne faccio di questi valori? Sono miei? Posso spenderli? Non verrà nessuno a chiederne la restituzione?

Gli passò a un tratto per la mente l’idea di chiedere consiglio, ma a chi? I suoi vicini di casa erano tutti straccioni come lui, e la vista di tanto denaro non avrebbe fatto altro che scatenare sentimenti di invidia. E poi chi sa se gli avrebbero creduto. Non forse sarebbe venuto a qualcuno di loro il dubbio che egli avesse rubato?... Ci mancava altro!