Pagina:Neera - La sottana del Diavolo, Milano, Treves, 1912.djvu/199

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curiosità e paura 193


la rivelazione improvvisa di questo marito da melodramma mi rallegrasse molto. Ma pazienza, quando il vino è sturato bisogna bere. Abitava un immenso palazzo a picco sul mare, distante dalla città almeno un chilometro, cinto da una solitudine perfetta. Vi giunsi a cavallo, una sera che non c’era luna....

— Non abusare della nostra sensibilità, — esclamò il dottore.

— Le mie parole non aggiungono nulla, ve lo giuro, al romanticismo di quella cavalcata notturna verso un palazzo ignoto dove mi aspettava una donna incantevole ma ignota essa pure. Tutte le precauzioni erano state prese per conservare alla mia visita il suo carattere clandestino. Silenzio e oscurità dovunque, nessun domestico importuno; neppure un cane di guardia. Al mio giungere la porta, che era chiusa, girò tacitamente sui cardini e una giovane cameriera della quale non vidi al piccolo lume della lucerna che aveva in mano se non il biancheggiare del grembiule, mi ricevette con un dito sulle labbra. Conformandomi alla consegna la seguii senza far motto per una lunga fila di sale la cui vastità e l’arredamento mi sfuggivano, obbligato come ero a tenermi sul sottile filo di luce che la mia guida tracciava dinanzi a me. E vi assicuro che mi battè