Pagina:Neera - La sottana del Diavolo, Milano, Treves, 1912.djvu/206

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200 decadi


frivano alla brezza del vespero incombente la fioritura anche più capziosa delle figure femminili appoggiate alle balaustre; varie e suggestive nelle loro vesti dai colori teneri di cielo, di mare, di rose; con quel movimento delle braccia arrotondate sul parapetto e delle testine sfumate sul fondo dell’aria con morbidezze inattese di pastello; qualche ventaglio agitato in alto, e dei trilli, degli scoppi di risa gioconde, delle note di cembalo uscenti dalle finestre....

A un certo punto il sandolino rallentò più ancora, sfiorando quasi il muro di cinta di una villetta nascosta sotto larghi ciuffi di caprifoglio.

— Sempre?... — chiese sorridendo uno dei giovani.

— Bisogna pure passare il tempo, — rispose l’altro colla stessa intonazione gioconda.

Colui che rispose era il proprietario del sandolino, Giulio Sorisi, studente. Il suo amico, Paolo Cattaneo, non soggiunse nulla accontentandosi di seguire cogli occhi la manovra del sandolino intorno alla villa.

— Pare che non vi sia alcuno, — disse Giulio, — giriamo Balbianello. A Lenno troveremo certamente le signorine Cairati, o quando mai ci lustreremo la vista colla Ghita di Az-