Pagina:Neera - La sottana del Diavolo, Milano, Treves, 1912.djvu/229

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decadi 223


Il taciturno allora risponde:

— Ma quello non è il vero amore.

Qual voce! Giulio Sorisi si alza a metà, sporgendo il busto in avanti, sul punto di chiamare: Cattaneo!... Ricade subito e si passa una mano sugli occhi. Da quindici anni Cattaneo è morto. Eppure quel volto pallido, biondiccio, quegli occhi a fior di testa, quel naso a pestello.... e la voce, la voce di Cattaneo! Ma si può danque sopravviversi?

Rivede, in un rapido scorcio di visione, il lago di Como, in settembre, e due giovani che lo solcano arditamente con uno snello sandolino.... Non erano anche le stesse parole pronunciate allora da Cattaneo?

Torna a guardare il magrolino pallido e biondo così, così, come era l’amico suo, un po’ ingenuo, con quel pronto rossore di fanciulla ch’egli aveva schernito tante volte. Tutto risorgeva: lo sguardo, il gesto, l’anima gentile. Egli era ancora lì, giovane, ardente, pieno di energia, pieno di ideali, vivo!

Ad una nuova interiezione partita dal gruppo, il biondino risponde:

— Certo. Amerò e sposerò. Non è la conclusione unicamente logica dell’esistenza? Guarda, ne sono tanto sicuro che il mio primo figliuolo ho già deciso di chiamarlo Paolo, co-